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IL DIRITTO / IL ROVESCIO L’inesauribile corrente delle parole

KHALED KHALIFA

Partecipa alla serata: Generi classici e nuovi
Inedito:  Come un cieco tasta i muri di Aleppo

Nasce in un villaggio vicino ad Aleppo, quinto di tredici figli. Dopo gli studi in legge, ha fondato la rivista di letteratura «Aleph», proibita dopo pochi mesi dalla censura siriana. Il suo primo romanzo, The Guardian of Deception (1993), ha ricevuto gli elogi della critica internazionale. Il suo terzo romanzo Elogio dell’odio pubblicato da Bompiani nel 2011 ha conquistato l’attenzione della stampa mondiale: tradotto in 8 lingue, è stato candidato al Premio Internazionale per la Narrativa in arabo, e al Premio per la Narrativa straniera indipendente. Il quarto romanzo di Khalifa, No Knives in the City’s Kitchens (2013)  pubblicato in Italia da Bompiani nel 2018 con il titolo Non ci sono coltelli nelle cucine di questa città gli è valso la Medaglia Naguib Mahfouz per la Letteratura, ed è stato successivamente tradotto in francese, olandese e inglese. Il suo ultimo romanzo, Death Is Hard Labor, è stato pubblicato nel 2015. Khalifa ha scritto inoltre diversi sceneggiati televisivi, compresi Memoirs of Al-Jalali e il premiato Relative Calm. Oggi vive a Damasco dove scrive per il cinema e la televisione.

Il suo ultimo romanzo pubblicato in Italia da Bompiani nel 2018  Non ci sono coltelli nelle cucine di questa città ha ricevuto grandi riscontri dalla critica:

«Una delle stelle nascenti della narrativa in lingua araba, una voce unica» – New York Times

«Una scottante denuncia del regime siriano» – The National

«Una scrittura superba in cui un realismo denso e lussureggiante si anima di metafore sorprendenti» – The Guardian

Narra la storia di una saga familiare in cui con maestria e feroce onestà Khaled Khalifa parla della persecuzione che da decenni ormai si consuma contro un’intera società.

Aleppo ha una storia antichissima, oltre cinque millenni di umanità hanno percorso le sue strade e le hanno anche distrutte. È l’8 marzo 1963 e un nuovo colpo di Stato militare porta al potere il partito Baath, anticamera del regime di Hafez al-Asad. Quello stesso giorno nasce la voce narrante di questo romanzo che percorre la storia della città e del paese fino agli anni Duemila, una storia che, come quella della sua famiglia, si trasforma in tragedia. Il narratore, suo fratello Rashìd e le sue sorelle Sawsan e Suad sono figli di un’epoca in cui il confine tra pubblico e privato si assottiglia al punto che persino parlare può mettere a repentaglio la vita dei cittadini, la religione non è un conforto o un rifugio ma un’arma potente e la vita è possibile solo per chi viene a patti con il Partito, cedendo qualcosa di sé.

 

Bibliografia:

Elogio dell’odio. Bompiani 2011
Non ci sono coltelli nelle cucine di questa città. Bompiani 2018

© 2018 LETTERATURE.Festival Internazionale di Roma
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