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MEMORIE nuova edizione del festival Roma Capitale
Di pietrantonio

Partecipa alla serata: Le avventure dei sentimenti
Inedito: Ambetre

Donatella Di Pietrantonio è nata nel 1963 ad Arsita, in provincia di Teramo. Si è poi trasferita all’Aquila, città a cui è molto legata e dove ha studiato laureandosi nel 1986 in Odontoiatria.
Da lungo tempo risiede a Penne, in provincia di Pescara, dove esercita la professione di dentista pediatrico. Ha esordito nel 2011 con il romanzo Mia madre è un fiume, Elliot Edizioni, ambientato nella terra natale e vincitore della quinta edizione del Premio Letterario Tropea. Nello stesso anno ha pubblicato il racconto Lo sfregio sulla rivista Granta Italia di Rizzoli. Nel 2013 pubblica il suo secondo romanzo, Bella mia, ambientato all’Aquila, edito da Elliot Edizioni. L’opera, influenzata dalla tragedia del terremoto del 2009 e incentrata sul tema della perdita e dell’elaborazione del lutto.  Nel 2017 con Einaudi pubblica il suo terzo romanzo, L’arminuta, anch’esso ambientato in Abruzzo. Il titolo è un termine dialettale che significa “la ritornata”. Il libro approfondisce il tema del rapporto madre-figlia nei suoi lati più anomali e patologici. La scrittrice racconta una storia di perdita e di dolore, affronta una delle paure più profonde di ogni essere umano e lo fa tramite una ragazzina tenace che non si arrende al suo destino, L’Arminuta, «quella che è ritornata», è una ragazzina di tredici anni che, per motivi a lei incomprensibili, è riportata dallo zio che l’ha adottata da piccola alla sua famiglia d’origine. Dietro la porta della nuova casa c’è un mondo nuovo, estraneo e rude che sembra appena sfiorato dal progresso. La ragazzina deve affrontare un nuovo inizio e rielaborare un distacco che non accetta. Ha tante domande cui nessuno dà risposta, si sente colpevole di quell’abbandono. I bei vestiti che indossa sono il segno di ciò che lascia alle sue spalle. Trova una casa inondata da suoni e odori a cui non era abituata: il russare del padre, il pianto del fratellino, l’odore del sugo, del sudore, del caffè… tutto ingigantito dalla promiscuità. Era abituata alla gentilezza del linguaggio e dei comportamenti, ora deve affrontare un mondo dove “le mazzate” sono l’unico mezzo per educare. Accolto benissimo dalla critica, il romanzo è la conferma definitiva di un talento sbocciato forse un po’ tardi ma che, proprio per essere arrivato a maturazione lentamente, senza fretta, è capace di produrre pagine di rara bellezza, profondità e intensità. Merito soprattutto di una lingua asciutta e apparentemente scarna ma dotata di un grande potere evocativo. Una lingua che predilige la sottrazione all’accumulo, ruvida, luminosa e aspra come quell’Abruzzo scelto dalla Di Pietrantonio per ambientare le sue storie.

Bibliografia
Mia madre è un fiume, Elliot Edizioni, 2011
Bella mia, Elliot Edizioni, 2013
L’arminuta, Einaudi, 2017

© 2017 LETTERATURE.Festival Internazionale di Roma
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